Comunicato 16/08 – “Demenza tra danno vascolare e neurodegenerazione”
Quanto la degenerazione primitiva del sistema nervoso centrale e quella secondaria ad alterazioni cerebro-vascolari influiscono nello sviluppo delle demenze? Il 13 giugno a Villa Mondragone ne discutono una decina di esperti tra i maggiori centri italiani della ricerca clinica neurologica.
L’incidenza delle patologie neurodegenerative nei casi di demenza è in considerevole aumento, specie a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Secondo studi dell’ISS, la demenza è una condizione che interessa dall’1 al 5% della popolazione sopra i 65 anni, arrivando a percentuali del 30% per chi supera gli 80 anni. Nella maggior parte di tali patologie è difficile arrivare ai meccanismi che causano la degenerazione delle cellule nervose, limitando considerevolmente la possibilità di intervento.
La difficoltà di effettuare una diagnosi precisa delle diverse forme di demenza esiste anche perché i sintomi clinici sono spesso simili soprattutto nelle prime fasi della malattia: questo ha diverse conseguenze, non ultima quella che il trattamento possa essere orientato in una prima fase verso una malattia diversa da quella che poi effettivamente si manifesta. Allo stesso tempo, la classificazione dei diversi tipi di demenza è stata rivista alla luce del fatto che sono stati identificati una serie di percorsi neuropatologici comuni che rendono quindi meno significative le differenze e le distinzioni nette. Le demenze infatti sono il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici, modificazioni neurochimiche e interazioni con altre malattie.
Il convegno “Demenza tra danno vascolare e neuro degenerazione” che sarà ospitato il 13 giugno presso il Centro Congressi e Rappresentanza Villa Mondragone, dell’Università di Roma Tor Vergata, vedrà alcuni dei maggiori esperti italiani della ricerca clinica neurologica discutere sulle linee guida nella diagnosi differenziale delle più frequenti forme di demenza, quella vascolare e quella degenerativa tipo Malattia di Alzheimer.
Secondo il prof. Giuseppe Sancesario, docente di Neurologia presso l‘Università di Roma Tor Vergata e organizzatore dell’evento, “l’uso di strumenti diagnostici sempre più raffinati potrà permettere una migliore comprensione della loro rispettiva patogenesi ed un più appropriato ed efficace trattamento di queste malattie neurologiche sempre più diffuse nelle società dell’occidente”. E difatti si parlerà anche delle più innovative tecniche di diagnosi, quali indagini biomolecolari di markers liquorali, PET, SPECT e Risonanza Magnetica Cerebrale Funzionale.
Interverranno Giorgio Bernardi (Clinica Neurologica, Università di Roma Tor Vergata), Orso Bugiani (IRCCS Carlo Besta, Milano), Augusto Carlesino (IRCCS – Fondazione Santa Lucia, Roma), Mauro Silvestrini (Clinica Neurologica, Università Politecnica delle Marche, Ancona), Orazio Schillaci (Dipartimento di Biopatologia, Università di Roma Tor Vergata), Carlo Caltagirone (IRCCS – Fondazione Santa Lucia, Roma), Gianfranco Spalletta (IRCCS – Fondazione Santa Lucia, Roma), Giuseppe Sancesario (Dipartimento di Neuroscienze, Università di Roma Tor Vergata), Alessandro Padovani (Dipartimento di Neurologia, Università di Brescia)
Villa Mondragone che ospita l’evento è uno splendido complesso monumentale che si affaccia dai Castelli Romani sulla città di Roma. Edificato a partire dal 1573, è stato restaurato dall’Università di Roma Tor Vergata e reso operativo quale Centro Congressi e Rappresentanza per l’università. Ospita, rispettando la propria vocazione all’eccellenza, i più importanti convegni nazionali e internazionali organizzati dai docenti dell’università e da istituti esterni. Inoltre offre le proprie sale espositive e i magnifici giardini dell’amplissimo parco che la circonda a mostre ed eventi culturali di grande prestigio.
Per ulteriori info: prof. Giuseppe Sancesario tel 0672596002 / 06 20903013 e-mail sancesar@med.uniroma2.it
